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Sono stato a lungo indeciso sul dove ambientare la Danza delle Marionette, e non nascondo di avere fatto più di un pensiero alla "mia" Torino, per quell'atmosfera austera, elegante e un po' misteriosa che non a caso ha fatto fiorire miti e leggende. Alla fine invece ho scelto di collocare la storia in una città di fantasia, che nel romanzo non viene mai nominata.

Mi piace pensare alla Danza delle Marionette come a una metafora di emozioni vissute: la cornice in cui avvengono le vicende, seppure realistica, non è reale, perché non volevo “ancorare” la storia ad un luogo fisico che ne avrebbe in qualche modo limitato l’interpretazione. Non lo so se è stata una scelta giusta. Come in molte cose, ho seguito l’istinto.

E’ vero, d’altra parte, che la metropoli della storia è chiaramente riconoscibile come nordamericana. Avevo bisogno di un luogo dalle forti contraddizioni sociali: un luogo dove si può incontrare un miliardario a pochi passi da un mendicante, e dove personaggi come Angus potrebbero riuscire a passare inosservati per lungo tempo.

 

 

Copyright © 2009 by Luca Buggio
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