«Ora ti spiego come stanno le cose: adesso puoi uscire da quella porta, andare da chi vuoi, dormire dove dormi sempre, e raccontarti che ti è andata bene. Magari è davvero così. Ma se quello ti ha visto...
prima o poi ti trova.»
«Ero in ombra.»
«Dov’eri, o dove credevi di essere, non mi interessa. Ti senti di correre il rischio per il resto della tua vita?»

Il Ragno e la Corona

Torino 1682.
Un ragazzo di strada. Un omicidio visto per caso.
Una congiura che può cambiare il destino del Ducato.

Torino, 1682. La città ducale è un groviglio di potere e segreti. Gustìn vive per le strade tra bugie ben dette e fughe all’ultimo respiro. Ma il giorno in cui segue l’uomo sbagliato nei vicoli della Città Vecchia, assiste a un delitto che sembra legato agli intrighi della corte sabauda diventando all’improvviso sia un testimone che una preda.

A offrirgli protezione è Nèbia, l’enigmatico capo dei Ragni, una banda di ladri, informatori e ragazzi addestrati a passare inosservati nei luoghi dove il potere si sente al sicuro. Gustìn, così, viene iniziato all’arte dell’ombra e, tra case di piacere, palazzi nobiliari e vicoli oscuri, il ragazzo impara che a Torino le informazioni pesano più dell’oro e che ogni segreto può essere trasformato in un’arma.

E mentre il futuro del giovane Vittorio Amedeo II è appeso a un matrimonio che può cambiare il destino del Ducato, Gustìn viene trascinato in un gioco di ricatti e tradimenti, dove ogni passo falso può costargli la vita.

Per sopravvivere dovrà imparare l’arte più difficile di tutte: capire di chi fidarsi prima che la ragnatela si chiuda anche su di lui.