Giunge la notizia (tanto per cambiare, attraverso i disertori) che è giunto a Torino il Duca D’Orleans, inviato dal Re Sole a prendere il comando al posto del Duca di Vendôme nella campagna d’Italia, mentre quest’ultimo va a sostituire il Maresciallo Marsin nelle Fiandre… e Marsin viene nominato da Re Sole consulente di La Feuillade nelle operazioni d’assedio e del Duca D’Orleans sul più vasto fronte italiano.

Nel cambio ci guadagnano senz’altro i Torinesi: Vendôme e Marsin sono di due paste ben diverse.

Il primo, tra l’altro, aveva capito che l’assedio di Torino si sarebbe vinto innanzitutto impedendo al principe Eugenio di portare soccorso con la sua armata di imperiali, e stava disponendo le sue truppe proprio a questo scopo.

Ferdinand de Marsin è invece l’esempio lampante dell’incapacità di Luigi XIV di scegliere gli uomini giusti. Un gran parlatore, un perfetto cortigiano, un abilissimo ballerino di minuetto (anche lui, come La Feuillade), ma uno stratega incapace e un uomo arrogante: un mix micidiale. A Hochstadt, nelle Fiandre, venne sbaragliato dall’esercito angloaustriaco e dal principe Eugenio: mentre i suoi uomini venivano fatti a pezzi, se la diede a gambe con le dame a seguito dell’armata. Marsin viene nominato consulente della campagna militare italiana: una sciagura, ma Re Sole era fatto così, quando ti prendeva in simpatia non avrebbe mai voluto scontentarti.

A sostituire Vendôme viene quindi mandata in Itali una delle figure più controverse e inquietanti dell’epoca, il duca Filippo d’Orleans. Imparentato con Re Sole ma anche con il Duca di Savoia (è il fratello della moglie di Vittorio Amedeo II), è un uomo di bella presenza, affabile, autoritario, un coraggioso soldato e un abile stratega.

Non solo, però: educato da un religioso dissoluto, l’abate Dubois, Filippo ha imparato l’arte, le scienze e l’alta politica, ma anche il libertinaggio. In Francia circolano voci inquietanti su di lui: pare che si circondi di gente rozza e dissoluta, che si mescoli a teatranti e commedianti, che abbia usato le sue conoscenze nel campo della chimica per avvelenare i figli di Re Sole e avvantaggiarsi nella linea di successione. Che pratichi riti satanici nelle cave di Vanves e di Vaugirard per evocare il Diavolo e ottenere favori.

Confermate o meno che siano le voci, sta di fatto che pur essendo un generale obiettivamente più abile degli altri (lo confermano i successi militari della sua carriera) Re Sole lo manda nella mischia quando non ha più alternative. Forse anche lui crede nelle voci inquietanti su Filippo. Di certo la convivenza del Duca d’Orleans con gli altri generali francesi impegnati nelle operazioni belliche in Italia non sarà delle più facili. E di questo, naturalmente, trarranno vantaggio Vittorio Amedeo II e il Principe Eugenio.

L’immagine in testa al post raffigura il Duca d’Orleans.